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E’ dal 9 marzo che le scuole sono chiuse a causa del coronavisrus. Ad oggi non si sa ancora una data esatta per la riapertura delle scuole, certo è che l’anno scolastico finirà così, con la didattica a distanza, dalla materna all’università.

Come stiamo vivendo la didattica a distanza:

Io ho 3 figli, un marito ed un lavoro. Per fortuna la più grande, 12 anni è completamente autonoma, super tecnologica e subito si è destreggiata tra le varie piattaforme. Poi ho 2 bambini più piccoli di 5 e 3 anni, e con loro la didattica a distanza (come è giusto che sia) è partita molto lentamente, prima con un po’ di materiale da stampare e fare a casa, qualche video delle maestre da guardare fino ad arrivare anche per i bimbi più piccoli alle videolezioni con un vero programma settimanale da svolgere per circa e 2 h e mezzo al giorno insieme ad amichetti e maestre.

Nel gruppo di mia figlia di 3 anni ci sono bimbi che si rifiutano categoricamente di partecipare e credo fermamente che questi vadano assecondati e non spinti a farlo. Una stanza virtuale non potrà mai sostituire la scuola, una maestra in video resterà sempre troppo lontana ed il contatto umano non potrà essere sostituito dalle parole per quanto belle queste possano essere. Queste cose però possiamo farle noi genitori, che siamo a casa con loro, in una stanza reale che possiamo riempire di suoni, musica e abbracci. Mia figlia partecipa volentieri, con me accanto, ma se così non fosse non la obbligherei.

Certo l’istruzione non può fermersi, ma neanche la mia vita o il mio lavoro. Cerco di essere sempre presente ma gli orari dei bambini mi portano via quasi un’ intera giornata. Sto cercando un modo per riorganizzarmi, e quando non riesco a farli partecipare alle videolezioni cerco di fare da sola, e di diventare la loro insegnante.

Da un confronto con la mia amica Melissa, che ha deciso di intraprendere già da tempo il percorso dell’educazione parentale, da una serie di curiosità e domande, è nata questa intervista.

1. Ciao Melissa parlami un po’ di te:

Ciao sono Melissa, sono tedesca ma sono cresciuta in tutto il mondo: dall’età di 4 mesi ho iniziato a viaggiare perché i miei genitori erano missionari.

Mi sono trasferita più di 40 volte nei miei 32 anni di vita. Sono sposata con quello che era il mio migliore amico fin dall’adolescenza e abbiamo quattro bellissimi figli.

Abbiamo vissuto una vita molto normale in Germania per 7 anni. Mio marito è un regista e io un’ex attrice. Sono anche terapista del benessere e life-coach per donna. Poi nell’estate del 2018 abbiamo venduto e donato i nostri averi, chiuso la nostra vita in 16 scatole che abbiamo conservato a casa di mio padre. Con noi abbiamo portato solo ciò di cui avevamo bisogno, abbiamo lasciato tutto in Germania per seguire i nostri sogni e la chiamata che sentivamo dentro.

Il Regno Unito è stata la nostra prima tappa, poi mio marito è partito per aiutare i rifugiati in Grecia per 8 settimane. Per me è stata una grande sfida vivere in un nuovo paese in sole due stanze, fare homeschool, fare la spesa con tutti e quattro i bambini perché non avevo nessuno che si occupasse di loro.

Dopo 5 settimane dal rientro di mio marito, ci siamo trasferiti in un altro continente e abbiamo vissuto per 9 mesi a Kona nelle Hawaii, lavorando, studiando e facendo homeschooling.

Attualmente invece viviamo con i miei suoceri nel Regno Unito.

In tutti questi trasferimenti e viaggi abbiamo scoperto la nostra routine nella vita scolastica.

2. Da quanto tempo fai homeschooling e perché hai fatto questa scelta?

In realtà ho sempre voluto educare i miei figli a casa, ma quando il mio primo figlio aveva 3 anni ho scoperto che in Germania era illegale. Quindi mio figlio è andato normalmente a scuola fino alla fine della terza elementare. Mia figlia di 8 anni è andata in una forest Kindergarden dai 3 ai 6 anni. Ho continuato a istruirla a casa per le elementari quando ci siamo trasferiti in Inghilterra nel 2018. Ad oggi, educo i miei figli a casa da quasi 3 anni.

Sia io che mio marito abbiamo scelto di fare homeschooling per fare in modo che avessero un approccio all’apprendimento più calmo e lento. Per me e mio marito era importante che potessero essere “bambini” il più a lungo possibile ed è questo il fattore principale della nostra scelta.

didattica a distanza

3. Ad oggi, quasi in tutto il mondo, le scuole sono chiuse e per quasi tutti i bambini è prevista la didattica a distanza. Ci troviamo a dover seguire i nostri figli a casa nel loro processo di apprendimento.

Come organizzarsi? È importante avere una routine?

Brevemente la nostra giornata scolastica a casa è organizzata con circa un’ora o due ore di lavoro al tavolo al giorno. Il resto del tempo è fuori casa o sul tappeto.

Noi ci svegliamo tra le 7: 00-8: 30, Facciamo colazione e mi assicuro che abbiamo mangiato tutti prima delle 9:00. Può sembrare tardi, ma devi considerare che ho quattro figli e due di età inferiore ai quattro anni.

Nel frattempo i miei due più grandi si occupano di alcune faccende come aiutare a pulire il tavolo e lavare i piatti. Mentre mi vesto i due più grandi giocano con i due più piccoli. Controllo ciò che deve essere fatto in casa (come fare la lavatrice, controllare le mie e-mail, fare chiamate urgenti se necessario). Quindi prendo il mio programma scolastico giornaliero che include TUTTI I BAMBINI, elenco le attività e le materie per ognuno e iniziamo.

Facciamo sempre una pausa per il tè intorno alle 11:30, pranziamo tra l’1: 30 e le 14:00, poi riordiniamo e continuiamo con la scuola, di solito con lavoretti e piccoli progetti artistici. Entro le 16 cerco di fare tutto ciò che mi ero programmata, e poi la nostra giornata prosegue come in tutte le famiglie.

Generalmente il venerdì pomeriggio pianifico la settimana successiva di Homeschooling e poi lunedì mattina ripasso rapidamente il piano per la giornata.

Per quanto riguarda le routine o quelle che noi chiamiamo Rhythm Schedule, potrei scrivere un libro su questo! (lo farò quando lancerò il mio blog!). Penso infatti che la cosa più importante sia avere un buon ritmo più che un programma temporale molto rigido. La routine e il ritmo sono concetti simili ma un ritmo dovrebbe guidare la tua giornata o meglio la tua settimana e poi dovrebbero esserci piccole e varie routine che accompagnano il ritmo.

Ciò che rende più facile la didattica a casa è appendere al muro poster artistici ed educativi, avere una lavagna, libri, fare esperimenti, disegni e piccole opere d’arte.daily routine

4. Scuola a casa, come gestire età diverse?

Come accennato in precedenza, in qualche modo programmiamo la nostra giornata considerando le esigenze dei più piccoli, ecco perché le cose richiedono tempo e finiamo la scuola intorno alle 16:00. Facciamo molte pause di gioco. Coinvolgiamo i piccoli soprattutto quando impariamo cose interessanti come insetti o cose relative alla natura, loro si siedono e sono anche molto interessati e in questi casi coinvolgo i più grandi a insegnare qualcosa ai piccoli e tutto questo rende l’esperienza di apprendimento divertentente.

In generale, se i bambini più piccoli non prestano attenzione ogni tanto non fa nulla, magari giocheranno un po’ da soli e mi lasceranno insegnare qualcosa ai più grandi.

Inizio la scuola intorno alle 10: 00-10: 30, e cominciamo con 5 minuti di arte e ripasso, poi insegno un nuovo argomento se i più piccoli me lo permettono, ma di solito comincio a insegnare le lezioni principali solo dopo la nostra pausa tè, a volte è alle 11, 11:30 così i più piccoli hanno avuto i loro biscotti e sono di nuovo felici.

Tante cose ruotano intorno ai più piccoli, ma va bene e i più grandi ci sono abituati e godono anche delle varie pause. A volte con i più piccoli c’è solo bisogno di imparare ad avere pazienza, ci sono giorni in cui qualcuno di loro magari non ha dormito bene e quindi dobbiamo solo essere gentili con l’altro e andare più lentamente.

homeschooling

 

5. Per noi genitori, la didattica a distanza è una nuova sfida: quali consigli puoi darci per rendere questa nuova esperienza tra bambini e genitori più serena possibile?

Vi consiglio di prendere il materiale che vi viene richiesto e di cercare di renderlo più attraente. Provate diversi modi per interagire con il vostro bambino.

È così difficile perché siete ancora legati al sistema scolastico e molto probabilmente i vostri figli torneranno presto a scuola. Dovete quindi mantenere il ritmo richiesto, ma allo stesso tempo vi esorto ad ascoltare vostro figlio. Se è troppo è troppo, prendetevi una pausa e lasciate che facciano qualcosa di divertente.

Mio figlio maggiore ci ha messo 4 mesi per abituarsi al fatto che la scuola a casa è la scuola, anche se non si hanno tante regole e orari prestabiliti, è lo stesso scuola. Tutto questo mi ha fatto avere le idee più chiare per mio figlio e su come voglio che lui e gli altri vivano la scuola, l’apprendimento, l’educazione.

Vi esorto a chiedervi cosa significa veramente imparare. Siate gentili con voi stessi e il vostro bambino, leggete di Maria Montessori, di Charlet Mason e di Rudolf Steiner. Considerate che per voi si tratta di una situazione nuova ed improvvisa, per cui è normale che l’istruzione a domicilio possa avervi sopraffatto. Non sentitevi un fallimento, sappiate che in realtà siete i migliori insegnanti di vostro figlio e se vostro figlio e voi avete bisogno di una pausa dalla scuola perché siete solo stanchi, allora prendetevi quella pausa, il vostro cervello funzionerà molto meglio quando avrà preso una pausa.

Un’ultima cosa: ricordatevi anche che dovete prendervi cura di voi stesse! E ricordate che se vostro marito è a casa può e deve condividere il peso della casa, dell’insegnamento o di altre cose per le quali avete bisogno di aiuto: è una responsabilità comune, bisogna sedersi e dividere il carico.

Riuscirete in questa nuova esperienza se vi riconnettete con voi stessi e con vostro figlio in un modo nuovo e potete farlo! Ascoltatelo ed osservatelo veramente, potrete trovare insieme un nuovo battito ed un nuovo ritmo.

Grazie Melissa, sei sempre dolcissima, grazie per il tuo tempo! A questo link c’è il suo profilo IG!

 

 

 

 

 

 

 

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